L’Amatriciana furba: la ricetta di Rita Fortunato

penne all'amatriciana
Riepilogo
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Ricetta
Penne all'Amatriciana
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Cucinata il
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Tempo di cottura
Tempo richiesto
Yum yum!
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L'amatriciana è un primo piatto che non necessita di presentazioni. Originaria del Lazio, questa ricetta, oltre essere davvero semplice da realizzare, è un vero tripudio di sapori. Curioso di scoprire la versione "furba" di Rita Fortunato?

Questo venerdì, abbiamo il piacere di ospitare la ricetta - e la tastiera - di un'amica e collega. Rita Fortunato è una talentuosa web writer, con il pallino per la letteratura e la lettura. Puoi seguirla su ParoleOmbra, il blog che gestisce personalmente, dove puoi trovare recensioni, racconti e articoli sulla scrittura online. Oggi, però, sono richieste le sue doti culinarie. Che, a giudicare dalla foto del piatto che ci ha mandato, non sembrano affatto male.

Proiettiamoci in cucina, accendiamo i fornelli e prepariamo il pranzo. O vuoi ridurti all'ultimo anche questa volta? 😉

Come di consueto, quindi, cedo "la parola" al nostro ospite, augurandoti una buona lettura.

Amatriciana furba (molto furba, ma veloce)

Mettimi un piatto prelibato sotto il naso e io lo mangerò con gusto. Tra i primi veloci che preferisco, l’amatriciana ha un posto di primo piano nel mio cuore (e sempre spazio nello stomaco).

L’amatriciana quella vera, fatta con il guanciale e i bucatini. Tuttavia, anche quella furba (molto furba) che cucino di tanto in tanto ha il suo perché.

Cosa intendo per amatriciana furba? Niente di trascendentale. Più che altro si tratta di alcune sostituzioni degli ingredienti. Quelli che uso, per due persone, sono:

  • 200 grammi di mezze penne rigate
  • un filo d’olio (ma proprio un filo)
  • 1 confezione di pancetta dolce (o affumicata, a seconda delle preferenze)
  • mezza cipolla dorata
  • sale e peperoncino
  • conserva di pomodoro
  • grana

Amatriciana furba: la preparazione, step by step

Prima di buttare la pasta per fare l’amatriciana furba, massima concentrazione sulla preparazione del sugo.

Prendi un pentolino, aggiungi un filo d’olio (ma proprio un filo) e la pancetta. Lascia cuocere a fuoco basso mentre, nel frattempo, taglierai fine fine mezza cipolla dorata. Per capire se la pancetta è cotta al punto giusto,mescola e controlla che non ci siano tracce rosa carne. La raccomandazione di non esagerare con lolio non è a caso. In fase di cottura, infatti, la pancetta rilascia quel tanto che basta di grasso che impedisce agli ingredienti del soffritto di non attaccarsi al padellino.

Aggiungi la mezza cipolla precedentemente tagliata e alza un poco la fiamma. Non lasciarla sola a sfrigolare, rischia di bruciarsi. Mescola qualche minuto, quando assumerà una colorazione dorata, via con la conserva di pomodoro (non aver paura di esagerare).

Mescola il tutto mettendo un pizzico di sale e un pizzico di peperoncino. Torna ad abbassare la fiamma, se vuoi evitare proiettili di pomodoro che renderanno la tua cucina un quadro di Jackson Pollock.

L’acqua per la pasta, intanto, bolle? Ottimo. Metti il sale e butta i 200 grammi di mezze penne rigate. Tempo di cottura dichiarato sulla confezione, 11 minuti. Di solito li rispetto, meglio una pasta leggermente al dente che colla scotta ma, quando si avvicina al termine, prima controllo assaggiando. Giusto per assicurarmi che la pasta non sia cruda.

La pasta e il sugo sono cotti? Bene, spegni tutto. Scola la pasta e aggiungi una parte del sugo precedentemente cucinata. Mescola, impiatta, distribuisci il sugo avanzato sulle porzioni preparate. Grana, a piacere.

L’amatriciana furba, ma forse neanche tanto, è pronta e saporita.

Buon appetito. 🙂

Ami la cucina tradizionale romana? Ecco due ricette che potrebbero interessarti:

  1. Pasta alla Gricia
  2. Spaghetti alla Carbonara

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Rita fortunato su Primiveloci

La ricetta di Rita è un'ottima variante al classico sugo all'Amatriciana. E in effetti, a pensarci bene, il sapore deciso del guanciale può non piacere a tutti. Quindi, non mi stupisco affatto, se per la sua ricetta abbia scelto un compromesso tra sapidità e dolcezza. Tu, invece, sei fedele alla tradizione, o accetti volentieri la pancetta? Ti aspetto nei commenti.

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