Risotto di Santa Lucia

risotto di santa lucia

Che succede quando il risotto alla milanese incontra un palermitano, il 13 dicembre? Viene stravolto e trasformato in un’arancina destrutturata. Semplice, no?

Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia.

Così recita un detto popolare, in riferimento alla festività liturgica. Ora, non ne conosco il motivo e non credo neanche mi interessi. Essendo laico non mi sono mai posto questo genere di problemi. Per me – e per buona parte dei miei concittadini -, il 13 dicembre è Santa Arancina, il giorno più unto di ogni cucina.

Da tre anni, però, vivo a Catania. Più precisamente a San Giovanni La Punta, un piccolo paese alle pendici dell’Etna. Ed è proprio guardando “A Muntagna” che, stamattina, mi è balenata in mente l’idea di trasformare uno dei piatti più emblematici dello street food siciliano in una ricetta da inserire su Primi Veloci.

Un pizzico di campanilismo e una nota di nostalgia hanno fatto il resto.

In realtà, potevo tranquillamente andare al bar e ordinare una guantiera di arancinI – faccio fatica anche a scriverlo, lo ammetto. Oppure, potevo sporcarmi le mani e preparare le mie palle di riso homemade. Marialuisa, però, non era particolarmente entusiasta di dedicare l’intera mattinata alla preparazione delle arancine. La soluzione? Mettere in moto il criceto nel mio cervello, e pensare a un modo per appagare le mie voglie. Ma anche per stupire la mia compagna d’avventura e di vita.

Ed ecco come è nato il piatto che sto per raccontarti.

Detto ciò, direi di passare agli ingredienti e alla preparazione del risotto che sognava un futuro da arancina.

Risotto di Santa Lucia: ingredienti e preparazione

risotto o arancina?

 

Ingredienti per 2 persone

  • 180 grammi di riso basmati
  • ½ cipollotto
  • 20 grammi di burro
  • 1 bustina di zafferano
  • ½ bicchiere di vino bianco
  • 50 grammi di prosciutto cotto (tagliato a cubetti)
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • olio extra vergine d’oliva
  • sale q.b.

Come vedi, gli ingredienti strizzano locchio al risotto alla milanese. Il midollo manca, è vero. Così come il brodo. Ma se volevo destrutturare la mia adorata arancina al burro, dovevo pur modificare qualcosa. Ed ecco che sopraggiunge il prosciutto a dare manforte. Insieme al nostro immancabile riso basmati. Alleato fondamentale, per mantenere i tempi di cottura entro i 10 minuti.

Leggi ancheRisotto zucca, funghi e zafferano

Preparazione del risotto di Santa Lucia

mantecatura del risotto

Riempi un pentolino con dell’acqua. Mettilo sul fuoco e porta a bollore. Nel frattempo, trita il cipollotto e fallo rosolare in un saltapasta, insieme a un filo di olio d’oliva. Non appena è ben dorato, aggiungi il riso, e lascialo tostare per un paio di minuti. Attenzione a non farlo bruciare, però. Il mio consiglio? Continuare a mescolare.

L’acqua nel pentolino, credo stia già bollendo: è il momento giusto per sciogliere al suo interno lo zafferano. Riesco a sentire l’odore fin da qui. Meraviglioso, non trovi?

A questo punto ti trovi ad avere, in una padella, il riso appena tostato; nel pentolino, invece, dell’acqua aromatizzata allo zafferano. Non ti resta che aggiungere due mestoli dacqua al riso e continuare a mescolare, fintanto non sarà evaporata del tutto. Versa mezzo bicchiere di vino bianco e il prosciutto tagliato a cubetti. Aggiungi altri due mestoli d’acqua e rimesta per un minuto scarso.

Ripeti quest’ultima operazione, fino a cottura del riso ultimata – circa 10 minuti, se usi il basmati.

Infine, aggiungi il burro e inizia a mantecare, mescolando, direttamente in padella, con un cucchiaio di legno. Spegni il fornello. Concludi con una pioggia di parmigiano e un’ultima rimestata.

Impiattamento

Ora, non resta che impiattare. Marialuisa, per farmi contento, ha assemblato il piatto che ho cucinato, dandogli una forma semisferica. Ed è lo stesso che ti suggerisco, per omaggiare, insieme a noi, la festa più amata (e fritta) dai palermitani. Per concludere, fai cadere delle scaglie di parmigiano al centro del piatto.

Et voilà! Il risotto di Santa Lucia è pronto per essere mangiato.

I tuoi primi destrutturati

Per alcuni, destrutturare i piatti tradizionali è roba da lasciare in mano a chef stellati. Per me, è un modo come un altro per sperimentare e dare libero sfogo alla propria creatività. Una creatività che spesso sposa i nostri ricordi, le nostre abitudini e ciò che – a tavola – è capace di farci sorridere di gusto. Un po’ come il risotto che ti ho appena finito di raccontare, e che spero tu possa apprezzare.

Piuttosto, ora sono curioso di conoscere i tuoi primi piatti destrutturati. Hai qualche ricetta da propormi? Scrivimi nei commenti o mandami una mail a info@primiveloci.it. Nel nostro ricettario, c’è spazio anche per le tue creazioni. Cosa aspetti, quindi? 🙂

Riepilogo
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Ricetta
Risotto di Santa Lucia: la destrutturazione di un'arancina
Cucinata da
Cucinata il
Tempo di preparazione
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Informazioni su Giovanni

35 anni di fritture metterebbero alla prova il fegato di molte persone. Ma non quello di un palermitano DOC, cresciuto a panelle, cazzilli e soffritti. Ora che mi sono sposato, però, devo mantenere un certo decoro - e odore. Ecco, perché ho unito le forze con la mia dolce meta, per realizzare il ricettario che stai leggendo. Nel "tempo libero", mi occupo di SEO e Blogging.

2 commenti

  1. loredana pullara in 14 dicembre 2017 il 11:41

    ottimo il risotto al posto dell’arancina………lo proveremo.
    Bravo Giovanni

    • Giovanni in 20 dicembre 2017 il 11:22

      Grazie Loredana 🙂

      Ogni tanto bisogna lasciarle da parte le fritture. Non troppo, però. 😀

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